Qual è il torneo di tennis che guadagna di più ai giocatori?

Lo US Open distribuisce il montepremi globale più alto tra i quattro tornei del Grande Slam. Questa constatazione si verifica in modo abbastanza stabile da diversi anni, posizionando Flushing Meadows davanti a Wimbledon, all’Open d’Australia e a Roland-Garros in termini di montepremi totale distribuito ai giocatori e alle giocatrici.

US Open: perché il montepremi totale supera quello degli altri Grandi Slam

Il montepremi di un torneo di tennis è composto dalla somma di tutti i premi distribuiti, dal primo turno delle qualificazioni fino alla finale. Su questo criterio globale, lo US Open si posiziona regolarmente al primo posto dalla metà degli anni 2020. Gli altri tre Major (Wimbledon, Open d’Australia, Roland-Garros) si trovano in un fazzoletto di tasca, ma rimangono complessivamente al di sotto del montepremi totale proposto a New York.

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Questo vantaggio si spiega in parte con il modello economico del torneo americano. I ricavi derivanti dai diritti televisivi negli Stati Uniti, dai partenariati commerciali e dalla vendita dei biglietti all’interno del Billie Jean King National Tennis Center generano introiti che si riflettono direttamente sui premi distribuiti.

Per identificare precisamente il torneo di tennis che porta più soldi, è necessario distinguere il montepremi totale dal guadagno individuale del vincitore, due nozioni che non classificano sempre i tornei nello stesso ordine.

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Trofeo di tennis in argento esposto durante una conferenza stampa con banner di sponsor sullo sfondo

Guadagno del vincitore o montepremi totale: due classifiche diverse dei tornei

Ridurre la questione al solo assegno del vincitore dà un’immagine fuorviante. Un giocatore classificato intorno alla cinquantesima posizione mondiale non vince quasi mai un Grande Slam. La sua remunerazione dipende dai premi dei primi turni, delle qualificazioni e eventualmente del terzo o quarto turno.

Su questo fronte, Wimbledon e l’Open d’Australia hanno recentemente accentuato la rivalutazione dei guadagni distribuiti fin dai primi turni e durante le fasi di qualificazione. Questa politica mira a sostenere meglio i giocatori meno ben classificati, i cui costi annuali (trasferimenti, supporto tecnico, preparazione fisica) assorbono una parte considerevole dei loro redditi.

  • Montepremi totale più alto: lo US Open domina, rendendolo il torneo più lucrativo in volume globale.
  • Guadagni ai primi turni in aumento: Wimbledon e l’Open d’Australia recuperano il ritardo per migliorare la redditività media per giocatore qualificato.
  • Roland-Garros progredisce ogni anno, ma il montepremi del torneo parigino rimane il più modesto dei quattro Major, un punto che alimenta regolarmente le tensioni tra giocatori e organizzatori.

La “redditività” di un torneo per un giocatore della top 50 o 60 non si misura quindi solo in base all’importo indicato per il vincitore. Un percorso fino ai quarti di finale in un Grande Slam che redistribuisce generosamente fin dai primi turni può essere più interessante finanziariamente di una vittoria in un torneo con un montepremi elevato ma concentrato nella parte alta del tabellone.

Masters 1000 e WTA 1000: rivali finanziari per i Grandi Slam

I quattro Major non sono gli unici eventi in cui i giocatori professionisti guadagnano somme significative. I tornei Masters 1000 (ATP) e WTA 1000 meritano un posto in questo confronto, poiché il loro cumulato annuale pesa molto nel reddito di un giocatore regolare.

Dal 2023, l’ATP e la WTA hanno avviato una convergenza delle “garanzie minime” e della distribuzione del montepremi in queste categorie di tornei. Eventi combinati come Indian Wells o Miami offrono ora, per un giocatore che raggiunge regolarmente i quarti o le semifinali, un ritorno finanziario annuale comparabile a un solo ottimo percorso in un Grande Slam.

Il montepremi lordo di un Major rimane più elevato per lo stesso turno. Un ottavo di finale allo US Open frutta di più di un ottavo di finale a Indian Wells. La differenza sta nella frequenza: un giocatore disputa diversi Masters 1000 per stagione, contro un massimo di quattro Grandi Slam. L’accumulo dei guadagni sul circuito regolare può quindi superare il beneficio di un percorso isolato in un Grande Slam, soprattutto per i giocatori che non superano la seconda settimana.

Giocatrice di tennis che tiene un assegno gigante rappresentante i suoi guadagni durante una conferenza stampa dopo un grande torneo

Roland-Garros e la questione del ritardo nel montepremi

Il montepremi di Roland-Garros cresce di edizione in edizione, ma il torneo del Grande Slam parigino rimane quello con il montepremi totale più basso tra i quattro Major. Questo divario alimenta un argomento di tensione ricorrente tra i giocatori e la Federazione Francese di Tennis.

Vari fattori spiegano questo scarto. Il mercato pubblicitario francese e i diritti televisivi nazionali generano ricavi inferiori a quelli del mercato americano o britannico. La capacità di accoglienza dello stadio di Roland-Garros, sebbene ampliata negli ultimi anni, rimane al di sotto di quella di Flushing Meadows.

Roland-Garros compensano parzialmente questo ritardo con la rivalutazione dei premi dei primi turni, allineata con la tendenza osservata negli altri Major. Il vincitore guadagna meno che allo US Open o a Wimbledon, ma il divario si riduce progressivamente per i giocatori eliminati prima dei quarti di finale.

Ciò che i giocatori conservano realmente dopo tasse e spese

Il montepremi indicato non corrisponde mai all’importo netto ricevuto. Un giocatore professionista sostiene oneri che riducono considerevolmente i suoi guadagni lordi.

  • La fiscalità varia a seconda del paese del torneo: le ritenute alla fonte negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Francia differiscono e possono rappresentare una parte sostanziale del guadagno lordo.
  • Le spese di viaggio, di alloggio, di coaching e di preparazione fisica per un giocatore della top 50-60 raggiungono diverse centinaia di migliaia di dollari all’anno.

Il torneo che “porta di più” a un giocatore dipende dalla sua situazione fiscale, dal suo ranking e dalla profondità del suo percorso. Lo US Open rimane il più generoso in valore assoluto, ma la redditività netta varia da un profilo all’altro.

Un giocatore residente fiscalmente in un paese a bassa tassazione trarrà maggior beneficio da un torneo fortemente tassato alla fonte rispetto a un giocatore residente nello stesso paese del torneo, grazie alle convenzioni fiscali internazionali.

Qual è il torneo di tennis che guadagna di più ai giocatori?